Guida Pratica per Compratori di Dischi

NB
nell’articolo cito luoghi e persone di Genova ma provate ad usare l’immaginazione e riportate tutto alla vostra città, vedrete che funziona. 

 

La mia carriera da acquirente si è paradossalmente arrestata con l’apertura di Flamingo, prima andavo a comprare negli altri negozi o al mercatino di Sampi, ora ovviamente compro da me stesso e durante i concerti. Il giovedì, per esempio, lavoravo in zona porto antico e facevo spesso un salto da Taxi Driver in Via Macelli, prima ancora la mia meta era Sonorama a Pegli e, tornando nella preistoria, mi recavo al negozio di dischi di Voltri che stava davanti alla vecchia stazione. Non sono un compulsivo , amo i rituali e sono convinto che gli hobby siano più rilassanti se portati avanti con metodo.
Per questo ho deciso di scrivere una piccola guida all’acquisto di un disco.

Premessa: le regole sono fatte per essere infrante, usate questa lista di suggerimenti per provare a creare una vostra routine personale e che vi appaghi. Infondo se la cosa per voi più piacevole è comprare senza darvi regole è giusto che lo facciate.

Il budget: il mio personale budget è cambiato spesso nel corso degli anni, seguendo l’andamento altalenante del mio (sempre quasi nullo) conto in banca. Tralasciando i tempi magri della paghetta, compensata però dai generosi regali di mia madre (che ringrazio per avermi comprato cd con copertine tipo In Utero dei Nirvana o Pelle dei Punkreas), passiamo all’epoca dell maturità; in sostanza se avevo un lavoro il mio budget era di 30 euro settimali, che sono secondo me la cifra perfetta dato il loro potere di acquisto pari a:

1 LP medio/caro sui 30 euro

oppure


1 LP di importazione (20/25) più uno o due cd usati


oppure


2 CD dal prezzo medio


o ancora


6 cd in offerta a 5 euro!!!

Anche 5 euro sono un budget, basta avere occhio e fiuto.

N.B. Il budget si può cumulare per acquisti extralusso, chessò, un cofanetto, un disco raro da 50 carte, un boundle con maglietta ecc.

Il giorno: io per esigenza comperavo il giovedì, avere un giorno dedicato è bello, ti fa passare meglio il giorno lavorativo, crea aspettativa, ti fa fantasticare ma il sabato è secondo me il giorno migliore per chi ha il week end libero.

Il sabato il negozio di dischi è vivo, si incontrano appassionati, si beve ci si scambiano opinioni, l’ambiente è sicuramente più stimolante. I miei acquisti migliori li ho fatti andando il sabato nel primo pomeriggio, scegliendo con calma poi un giro in centro, un salto a casa a posare il disco prima di uscire, dimenticarselo, passare una bella serata, magari a sentir musica dal vivo. Il giorno dopo, con calma, dopo aver pranzato ed essersi ripresi dalle birrette malefiche, ci si ricorda del disco, poggiato su un tavolino, è quasi bello come comprarlo di nuovo e si può passare un bel pomeriggio a sentirlo e risentirlo, a guardare le foto e gli inserti.

Ascoltare: anche questa è una mia regola personale che mi fa apprezzare di più la musica, ma ognuno ha un suo modo. Io i dischi li lascio sul piatto o nel lettore della macchina per almeno tre giorni, li sento più volte, li tolgo a metà, rimetto una canzone, me li dimentico per una giornata e li ascolto di nuovo. Poi intervallo con un disco vecchio e, se mi era piaciuto lo ascolto ancora una volta. Reinventing Axel Roses è rimasto diversi giorni sul piatto, Jeasus and the Mary Chain non è arrivato al secondo.

Le occasioni: i rituali, l’ho già detto, sono importanti, ma un’occasione non va mai sprecata, un mercatino, una band in tour, magari con edizioni particolari di un album o piccoli gruppi che suonano per cachet miseri e che possono pagarsi la benzina in cambio un bel cd nella vostra tasca della giacca (attenti ai vinili ai concerti, troppi asinelli ed un vinile non vanno sempre d’accordo, assicuratevi di portare il malloppo a casa).

Cosa compro? Fondamentalmente quello che ti pare (gangabanana), alcuni hanno delle liste dei desideri, altri collezionano una manciata di band, io per esempio me ne frego dei fondamentali e cerco i gruppi, anche minori, che mi piacciono e che so che avrò voglia di sentire. Ho sfruttato molto di più i miei tre cd dei misconosciuti Canserslug rispetto al primo dei Ramones, per dire.
Però se ho 10 sacchi che mi prudono in tasca e non trovo nulla opto per qualche classicone che mi manca.

Dischi rari o versioni economiche? Anche qui zero regole, il mio singolo dei Sex Pistols o la bara inutile dei Misfits rendono la mia vita più appagante e completa ma il cd a cinque euro con tutta la primissima roba dei Queers è stato un vero affare. Un’occasione non sempre è tale, ho preso cd di Bjork “chetantopoiascoltosempresoloPost”che per l’uso che ne faccio 7 euro è già stato spendere troppo e ho pagato 30 euro tanti dischi che mi hanno ripagato a dovere. Valutate sempre che l’usato su internet non potete vederlo c’è da aggiungere i costi di spedizione, quindi un Lp che costa 25 euro ma si trova in USA può alla fine costarvene quasi 50, causa spedizione, mentre averlo anche a 40 euro in un negozio può rivelarsi la soluzione più economica e senza sorprese.

Prendete qualche rischio: non comprate sempre ciò che conoscete, soprattutto quando si parla di 5-10 € provate a comprare i dischi di band underground o di etichette indipendenti, scoprirete delle chicche. Ultimamente Lanterna Pirata mi ha fatto scoprire un bellissimo 7” degli Ira, e Taxi Driver mi ha fatto scapocciare con lo stoner alla vecchia dei Fizz Fuzz.

Divertitevi :
la vita è una merda, il lavoro logora, comprare musica è una gioia, tante volte mi sono sentito dire che dopo una brutta giornata a lavoro un giro da Flamingo ha risollevato il morale disteso i nervi dei clienti. Amate la musica, se ne conoscete tanta non tiratevela, tanto Giulio conosce più gruppi di voi.

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